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THIMBLEWEED PARK

di il 15 marzo 2017
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Dopo aver recensito Maniac Mansion e The Secret of Monkey Island e dopo aver spammato per bene i due articoli su tutti i social e gruppi possibili, ecco che mi imbatto, su Facebook, più precisamente sul gruppo “Commodore 64/128 Italia”, in un commento molto particolare. Un tale Fabio Kenobit scrive: “Sta per uscire Thimbleweed Park, il nuovo gioco degli autori di MM”. Leggo il messaggio e mi precipito immediatamente su Google per cercare di capire cosa diavolo fosse quel titolo: ciò che trovo, mi lascia letteralmente a bocca aperta! Ebbene si, il retrogaming torna di nuovo nel mondo reale, in questo 2017 super tecnologico e lo fa grazie alla mano sapiente di Ron Gilbert, autore di Maniac Mansion, con il suo nuovo “giocattolo” che si preannuncia già come un piccolo nuovo/vecchio capolavoro.

Come ho scritto nella recensione di Maniac Mansion, ciò che manca nel mondo videoludico moderno è proprio quel connubio tra serietà e ironia, l’anello di congiunzione tra un serissimo, Resident Evil 7 ed un fumettoso Dragon Quest. E’ uno stile che si è spento lentamente lungo il ventennio tra gli anni 80 e 90, lasciando spazio alle avventure in prima persona come Wolfestein 3D, fino ai modernissimi Fallout 4, The Witcher 3 & Co. Oggi, quello stile che non si prende troppo sul serio torna, e lo fa con grande gusto. E’ dal 2014 che il grande Ron Gilbert sta lavorando a questo progetto, con l’idea di portare alla luce un gioco che evochi le avventure grafiche così come ce le ricordiamo, sfruttando al tempo stesso le moderne tecnologie per ammorbidire i personaggi pixellosi ed avvicinarsi alla qualità grafica più morbida e raffinata che abbiamo apprezzato nelle versioni remastered dei punta e clicca targati Lucas Arts.

 

La mossa vincente, a mio avviso, è stata quella di recuperare lo stile di Maniac Mansion, caratterizzato dai personaggi-caricaturali, con le teste leggermente più grandi rispetto al corpo. Per dar vita al progetto, Ron Gilbert decide di raccogliere finanziamenti attraverso una campagna di crowdfunding su Kickstarter, prefiggendosi l’obiettivo di raggiungere un budget di circa 375.000 dollari ma il tam tam su internet risveglia gli animi dei più nostalgici che mettono mano al portafoglio e versano alla fine una somma ben più alta di quella immaginata da Gilbert, somma che ha consentito a tutto lo staff di apportare notevoli migliorie al gioco e di ingaggiare una squadra di specialisti per ottimizzare, grafica, scrittura del codice e costruzione dei dialoghi.

Se in Maniac Mansion ci si avventurava, in tre, nella lugubre casa degli Edison, in Thimbleweed Park abbiamo ben cinque personaggi da gestire, ciascuno con le proprie storie personali. Quelli che controlliamo fin da subito sono due detective che ricordano vagamente la coppia di x-files. Poi si aggiungono altri personaggi bizzarri come Ransome, un clown decisamente sboccato o come Delores Edmund, una ragazza aspirante sviluppatrice di videogiochi, molto nerd nel suo stile. I personaggi sono caratterizzati a regola d’arte, i dialoghi sono scritti con la qualità che ci aspetta da un gioco di questo calibro e le ambientazioni, coloratissime, sono realizzate con la cura estrema anche del più piccolo particolare. Il tutto condito dall’umorismo demenziale, tipico delle avventure Lucas e da una colonna sonora molto suggestiva.

E’ stato riscritto da zero il famoso SCUMM, lo script di Maniac Mansion che ha dato vita alle successive avventure grafiche, per meglio adattarlo al format di gioco che tutti i nostalgici di adventure conoscono, quello con i verbi collocati sulla sinistra (Vai, Usa, Prendi, ecc.) e gli oggetti dell’inventario collocati sulla destra. Sono stati adottati accorgimenti per rendere il gioco più “friendly” come un sistema di suggerimenti discreto che cercherà di lenire il senso di frustrazione generato da questo tipo di videoghiochi. Ed è stata anche introdotta la compatibilità con le moderne console.

Il gioco uscirà ufficialmente il 30 marzo per PC, XBOX, Android, iOS… e si spera anche in un futuro sviluppo per PS4. Da grande fan del genere adventure, non vedo l’ora di mettere le mani su questo interessante titolo. Un gioco moderno, travestito con la grafica ad 8-bit del passato, che celebra i fasti dell’intramontabile Maniac Mansion e si propone di far entusiasmare, nuovamente, dopo circa 30 anni, chi su quei giochi ci è cresciuto.

ANDREA CUCCI

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