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MANIAC MANSION

di il 12 marzo 2017
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Chi ha amato le avventure grafiche “punta e clicca” degli anni 90, ricorderà certamente l’originalissimo Maniac Mansion, il gioco che in toni scherzosi, evocava la tipica situazione da film horror: un manipolo di ragazzi che si introducono di nascosto in una magione, abitata da strani individui. Venne realizzato nel 1987 dalla Lucasfilm Games, la software house del regista George Lucas, quello di Guerre Stellari per intenderci, ed introdusse per la prima volta il motore di gioco SCUMM acronimo di Script Creation Utility for Maniac Mansion, un innovativo sistema di programmazione che venne adottato per tutte le avventure grafiche successive.

Fu inizialmente sviluppato per il Commodore 64 e successivamente per IBM PC, Amiga, Apple II e Atari ST. E’ stata anche rilasciata una versione per Nintendo (NES) nel 1988 ma drasticamente censurata a causa della rigida politica di Nintendo orientata a rilasciare solo giochi ritenuti adatti alle famiglie e inoffensivi. La versione che ho giocato io da bambino è stata quella europea, priva di censure, con statue nude, criceti che esplodono e tanto, tanto altro. Ma entriamo nel vivo della storia.  Maniac Mansion racconta l’avventura di un giovane di nome Dave, la cui fidanzata Sandy è stata rapita dal malvagio Dottor Edison e imprigionata nella tetra magione della famiglia Edison.

 

Prima di cominciare il gioco, ci ritroveremo sei faccine selezionabili, oltre a quella di Dave selezionata di default. Qui dovremo scegliere i due amici che accompagneranno Dave nella sua avventura, ognuno con caratteristiche differenti che verranno rese note mentre si procede nella storia e torneranno utili nella risoluzione degli enigmi e puzzle presenti nel gioco. Alcuni personaggi sono particolarmente brillanti sul piano tecnico ed elettronico, altri hanno propensioni più artistiche e musicali e così via. Uno di questi personaggi è Bernard Bernoulli che troveremo anni dopo in Day of the Tentacle, il sequel di Maniac Mansion. All’inizio del gioco, tutto quello che sappiamo è che il dottor Edison ha rapito la nostra amata Sandy e che vent’anni prima un meteorite era caduto sulla terra, proprio vicino alla villa degli Edison. L’obiettivo del gioco è dunque quello di introdursi furtivamente nella casa, non farsi beccare dai residenti, cercare di capire dove diavolo è stata nascosta Sandy e contrastare i piani del malvagio scienziato. Questo si traduce in una libera esplorazione della casa, con il fiato sospeso. Un po come accade oggi con Resident Evil 7, ma in toni molto più goliardici, non sapremo mai cosa si nasconde dietro le porte che ci troveremo ad aprire.

  

C’è una varietà di modi per risolvere gli enigmi seminati nel gioco, perché tutto è legato alla nostra scelta iniziale, quella degli amici selezionati per accompagnare Dave in questa missione. Questo rende Maniac Mansion giocabile in molti modi diversi, con altrettanti differenti finali. Lungo il percorso, Dave e la sua banda si imbatteranno in personaggi a dir poco bizzarri: un membro della famiglia mummificato; due strani tentacoli: uno verde, buono, ed uno viola, cattivo; la moglie ed il figlio del dottor Edison pronti a catturare i nostri protagonisti e tante altre sorprese. Del resto, cosa ci si può aspettare di trovare in una casa che ha sul cancello d’ingresso la scritta “ATTENZIONE! I Trasgressori saranno orrendamente mutilati”? L’area di gioco è abbastanza vasta ma non tutti i luoghi saranno accessibili fin da subito. Così, dopo le peregrinazioni iniziali, per sbloccare stanze e luoghi precedentemente irraggiungibili, dovremo entrare nella folle logica degli sviluppatori. Avremo a disposizione un elenco di azioni: Vai, Usa, Prendi, ecc. ed un inventario che nel 1987 era interamente testuale, migliorato poi, nelle successive versioni remastered, con gli oggetti degnamente rappresentati da icone grafiche. Si procederà in questo modo alla composizione delle varie azioni da intraprendere lungo il percorso di gioco. Il classico esempio: “Usa”, “Chiave arrugginita”, con “Serratura Porta”. I giocatori esperti saranno in grado di finire Maniac Mansion nell’arco di poche ore mentre i comuni mortali saranno colti da un grande senso di frustrazione e buona parte di essi abbandonerà il gioco per noia.

 

Tirando le somme finali, nonostante il gioco abbia compiuto 30 anni esatti e sia ormai lontano dagli standard moderni, riesce ancora oggi a stupirci con i suoi colori ed il suoi personaggi caratteristici. E’ il titolo che ha segnato l’inizio di un’epoca, con uno stile ben riconoscibile, replicato poi nelle successive avventure grafiche ed un approccio di gioco molto goliardico, totalmente assente nelle piattaforme moderne, dove i giochi sono estremamente seri o estremamente buffi. Nessuna via di mezzo.  Se amate l’esplorazione e riuscite a chiudere un occhio sulla costruzione della storia e dei dialoghi, Maniac Mansion sarà certamente un gioco che non dimenticherete. Se questa recensione ha solleticato almeno un po’ la vostra curiosità, aprite Google e cercate la versione Deluxe, rimasterizzata e graficamente migliorata per PC. E’ completamente gratuita! Onore a Maniac Mansion, il pioniere di tutte le avventure grafiche e alla sua rilevanza storica!

ANDREA CUCCI

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