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La realtà virtuale nei videogiochi ha ancora un futuro?

di il 4 marzo 2018
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Se ne parla ormai da un paio di anni, con l’esplosione mediatica del Playstation VR che ha affascinato grandi e piccoli, ma gli andamenti del mercato in questo settore sono ancora incerti.

Molte aziende hanno abbracciato il business della realtà virtuale ma tutto è ancora fermo. Come nel poker si attende la mossa avversaria e si controlla quello che c’è sul piatto per decidere come impostare i successivi passi.

Sony nel 2016 ha compiuto una scelta coraggiosa. Ha offerto la realtà virtuale a prezzi popolari, riducendo al minimo sindacale la qualità del visore. Una mossa aspramente criticata dagli altri competitor come Oculus ed HTC che offrono componenti hardware qualitativamente migliori ad un prezzo commisurato e dunque più alto. Ma il mercato ha premiato il prodotto commercialmente più interessante che ha reso Sony l’unica azienda con il fatturato in crescita nel settore VR.

Realtà Virtuale

Una rondine non fa primavera

Il successo di Sony però non basta a spazzare via le ombre che ancora coprono la VR. Seppur siano presenti all’appello titoli di rilievo come Resident Evil 7 o Farpoint, manca ancora un grande prodotto dedicato esclusivamente alla realtà virtuale. Oggi infatti la spinta propulsiva per l’acquisto di un visore non è data dai giochi ma soltanto dall’idea fantascientifica di questa tecnologia.

Siamo quindi ancora in un mercato molto piccolo. Ogni investitore procede per tentativi attraverso piccoli esperimenti, come quello di inserire la tecnologia VR nel settore in forte espansione degli e-Sports. A provarci è la Intel Corporation che nel suo “Intel Extreme Masters”, ha portato per la prima volta la realtà virtuale nella competizione e-sportiva.

Realtà Virtuale

I limiti della Realtà Virtuale moderna

Per trasformare la VR in una tecnologia user friendly, le aziende dovranno liberarla dai limiti logistici che in questo momento affliggono ogni visore. Mi riferisco al collegamento del casco a console e computer. Nel caso della Playstation abbiamo una piccola scatola da collegare dalla quale partono i cavi che arrivano fino al visore.

Dobbiamo poi attivare la Playstation Camera per il tracciamento dei movimenti. Le cuffie per godere di un’esperienza sonora immersiva con Surround 7.1. E infine collegare i controller Move o la pistola Aim. Si tratta di una preparazione propedeutica al gioco che richiede una grande determinazione per sfruttare questa tecnologia. Chi non ha la pazienza di collegare cavi o pulire le lenti del visore resta di fatto escluso.

Proprio sull’aspetto logistico dunque il futuro potrebbe riservare qualche sorpresa. A differenza di Sony i competitor Oculus ed HTC guardano già al futuro della VR. La prima azienda lo fa con Oculus GO, presentato come il primo visore piattaforma. Non si collegherà più al PC perché ogni titolo girerà direttamente sul visore. HTC propone invece una soluzione per liberarsi di cavi e cavetti con il modello HTC Vive PRO. Il visore  continuerà a comunicare con la piattaforma PC ma senza fili, sfruttando la tecnologia wireless.

Realtà Virtuale

Come sarà il Futuro

Nel futuro saranno ridotti gli impedimenti fisici e proseguiranno gli esperimenti delle aziende per introdurre la VR anche nel mondo delle console portatili. Considerato il flop del 3d nei televisori, speriamo che la realtà virtuale non sia un’ulteriore tecnologia seguita con enorme interesse e destinata poi a sparire nel nulla.

E’ necessaria dunque un’inversione di marcia rispetto alle scelte compiute fino ad oggi. Questo cambiamento deve partire dai videogiochi, con titoli che valgano da soli l’acquisto di un visore VR. In questo circolo virtuoso le aziende potranno abbattere i costi di produzione offrendo ai giocatori visori di seconda generazione. Senza cavi da collegare, con una risoluzione degli schermi in 4k e con un angolo di visione più esteso, che risolva il problema dell’effetto oblò, i futuri videogiocatori potranno godersi una realtà virtuale totalmente immersiva.

ANDREA CUCCI

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