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HITMAN: L’avventura dell’agente 47 ritorna in questo 6°capitolo

di il 6 marzo 2017
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Parliamo di Hitman un gioco che ha entusiasmato molti fan sin dal primo capitolo uscito nel lontano 2000 con il titolo Hitman: nato per uccidere e in questo capitolo nasce l’agente 47, un’ex esperimento di laboratorio dopo la creazione di 46 cloni prima e lui il 47°esimo fu il clone perfetto. Da lì inizia il suo addestramento come assassino esperto, entrando a far parte di una società segreta di assassini professionisti nota come la International Contract Agency (ICA). Da questo capitolo è l’inizio di una serie di titoli su l’agente 47 Hitman 2 silent assassins (2002), Hitman Contracts (2004), Hitman blood money (2006), Hitman Absolution (2012).

Hitman, è così il nome del sesto capitolo sviluppato da IO Interactive, pubblicato dalla square enix uscito il 17 marzo 2016 per WINDOWS PC, XBOX ONE e PS4.

Hitman viene sviluppato sotto forma di capitoli acquistabili singolarmente in digitale su Steam, PlayStation Store, Xbox Store. Viene scelta questa modalità per far si che il giocatore non attenda il solito titolo da fascia tripla ad ogni mese ma una serie di capitoli in uscita nel corso dell’anno. Acquistando il primo pacchetto del gioco, ci immergiamo nel conoscere l’agente 47 alle sue prime armi con l’Agenzia e come Diana Burnwood, la quale visiona il suo addestramento attraverso un tutorial come un esame di valutazione sullo stesso 47. Diana infatti è affascinata di come questo assassino provetto allora abbia delle capacità forti da poter diventare in futuro un assassino professionista nelle eliminazioni.

  

In questo capitolo si parlerà delle origini di 47 un clone assassino creato da una società segreta di mercenari. Successivamente il gioco sarà ambientato poco più di un anno di distanza dal finale di absolution il capitolo precedente di questa saga.

Nel tutorial il giocatore è impegnato nel guidare 47 in 2 missioni di addestramento e di conoscenze su come risolvere una missione. Vediamo 47 intrufolarsi in uno yatch di lusso a bordo di persone facoltose e di lusso e di una base  e ci immergiamo nella modalità di gioco di 47 che presenta come superare il suo addestramento sotto gli occhi di Diana Burnwood.

Il primo di questi incarichi ha luogo all’interno di uno studio di posa e simula l’infiltrazione su uno yacht ormeggiato presso il porto di Sidney. Di fatto si tratta di un livello dimostrativo, nel quale è possibile acquisire confidenza con il tipico sistema di gioco che delinea l’esperienza stealth di Hitman. Infiltrazione, travestimenti e utilizzo di armi non convenzionali a proprio vantaggio sono solo alcuni degli aspetti chiave che vengono mostrati nel corso di questa fase preliminare. La prova finale del tutorial riporta in scena la missione che ha consacrato il direttore Soders come guru negli ambienti dell’intelligence, prevedendo l’abbattimento di un ufficiale sovietico durante gli anni della Guerra Fredda.

 

Superato le due prove di addestramento 47, si butta nel campo dell’eliminazionee inizia la campagna vera e propria da bella e affascinante Parigi dove si introduce in un palazzo lussuoso che ospita una sfilata di moda e qui 47dovrà eliminare due obiettivi proprietari di una nota società di alta moda ma in realtà appartengono ad una pericolosa organizzazione terroristica nota come IAGO

Come è stato visto nelle missioni di addestramento, non serve molto a capire che la IO Interactive ha voluto tenere fede alla struttura di gioco consolidata di questa serie. Nel solco della tradizione ogni incarico può avere tante evoluzioni diverse, andando a modificare in modo marcato la narrazione implicita creata dal giocatore con le proprie scelte. I punti di entrata e di uscita dalla mappa possono variare rispetto alle decisioni che vengono assunte, mentre il punto chiave rimane quello di non destare sospetti, occultare il più possibile tutti i propri movimenti, ricorrere alle armi solo in casi di estrema necessità.  

Ancora una volta è consigliabile cercare di passare completamente inosservati, per l’intera durata dell’operazione. A giudicare da quanto abbiamo potuto vedere fino ad ora il lavoro svolto nella prima mappa della campagna è senza dubbio notevole, sia per il livello globale di dettaglio che per la levatura del level design. Gli spazi sono molto stratificati ed è dato modo al giocatore di decidere dove andare e quali soluzioni prediligere. La dinamica delle sfide prevede il completamento di azioni specifiche nel corso dell’incarico ed è un buon modo per invogliare il giocatore a riprendere più volte la medesima mappa, partendo da presupposti completamente differenti rispetto a quelli presi in esame nel passaggio precedente.

Le alternative sono davvero una miriade e vanno ad ampliare ulteriormente la quantità di variabili alle quali ci eravamo abituati in passato. Il motore grafico proprietario di IO Interactive, svolge ancora una volta un ottimo lavoro per quello che concerne la densità degli ambienti pubblici e il numero di soggetti disponibili contemporaneamente sullo schermo. Peraltro molti di questi individui sono perfettamente in grado di interagire, a vari livelli, rispetto a ciò che accade intorno a loro, al punto da influenzare di continuo anche il versante strategico e ambientale. Rispetto al passato sussistono infatti dei meccanismi molto più articolati sia nell’interazione dei personaggi non giocanti tra loro, sia nelle attività di indagine che hanno inizio quando questi ultimi percepisco delle anomalie. La tecnica dei travestimenti è rimasta sostanzialmente inalterata rispetto ad Absolution, ciò che è cambiato è invece il criterio di individuazione, divenuto ancora più frastagliato.

  

Un travestimento non solo consente libero accesso a zone diversamente inibite, ma rende necessario girare a debita distanza dagli altri membri della medesima categoria di appartenenza. Se ad esempio si decide di rubare i vestiti di un addetto alla sicurezza non si desteranno sospetti tra i camerieri o gli inservienti, e questa soluzione appare del tutto coerente rispetto alla densità di soggetti collocata all’interno delle mappe e alla presenza di contesti di una certa vastità. Interessanti anche i Dialoghi Opportunità che, attraverso le conversazioni altrui, rendono possibile il recupero di un oggetto capace di facilitare l’incarico o di renderlo ancora più interessante. 

Una volta captato lo scambio di battute il giocatore ha un breve lasso di tempo per decidere se cogliere l’opportunità appena rilevata, oppure lasciar perdere e concentrarsi su un’altra soluzione. In definitiva si ha la libertà di plasmare l’incarico, decidere da dove entrare, che equipaggiamento usare, quali occasioni cogliere e in che modo levare i tacchi a lavoro terminato. Hitman è rimasto fedele ai suoi principi fondamentali e il fatto che la modalità Istinto possa essere sfruttata senza limiti di tempo – come invece avveniva in Absolution – non sembra aver inciso nell’economia di gioco.

Allo stesso tempo, pur non essendoci più un’ampia suddivisione tra livelli di difficoltà, è presente un apposito menù nel quale si può decidere di personalizzare a piacimento il livello di sfida della propria partita. È permesso disattivare l’istinto, eliminare le notifiche più importanti, l’indicazione degli obiettivi da perseguire, cancellare il radar e persino gli indicatori di allerta dei nemici o di potenziali minacce situate nelle vicinanze. In buona sostanza si ha modo di affrontare le mappe con un grado di difficoltà assimilabile alla modalità perfetta del precedente capitolo. Abbiamo la possibilità di totalizzare una quantità di punti da raggiungere un certo livello di professionalità in un capitolo che ci consente di sbloccare molte tattiche aggiuntive nella missione, addirittura iniziare la missione da un punto particolare del gioco e di raggiungere facilmente l’obiettivo.

Viene introdotta anche la modalità contratti Escalation, suddivisi in 5 modalità di livelli crescenti. Si possono creare contratti personalizzati dove viene introdotta anche la scelta di selezionare alcuni bersagli da eliminare come obiettivi della missione attraverso varie meccaniche di eliminazione come una pistola, la classica uccisione silenziosa con la corda di pianoforte, o colpo da cecchino, un incidente sulla scena facendogli cadere un oggetto, avvelenando l’obiettivo in quella stessa aerea. Insomma siamo noi ad interagire con l’ambiente circostante e di utilizzare sempre la stessa modalità Stealth dove il giocatore è impegnato nel muoversi con discrezione e silenzioso come un’ombra attraverso la mappa molto estesa ma divertente da giocare.

Nel corso dell’avventura, 47 si dirige in varie località del mondo cui l’Italia, Marocco, Thailandia, Giappone. Ogni località del mondo è formata da un episodio a pagamento o comprare la versione completa e scaricare gli episodi gratuiti.

In ogni episodio visitiamo le  località e i vari punti di interesse delle mappe per far si che 47 superi gli obiettivi a lui assegnati e interagisce con la mappa di gioco più difficile di ogni episodio.

 

EPISODIO 2:SAPIENZA, ITALIA

 

Il secondo episodio di Hitman è ambientata in un paesino italiano sulla costa, è forse la migliore mai vista in un gioco di Hitman sia a livello di estensione, sia come design e numero di percorsi possibili. Tutta la parte esterna alla villa dove si concentra gran parte dell’episodio non è immensa, ma è esplorabile a fondo entrando ad esempio in alcune case o negozi ed è un vero piacere per gli occhi, soprattutto vedendo con quanta attenzione gli sviluppatori hanno riempito queste stradine con riferimenti al nostro Paese.

Già in questa area si possono scoprire origliando almeno due tracce narrative che ci aiuteranno a entrare nell’immensa villa a picco sul mare dove si nascondono i due obiettivi da uccidere. Oltre però all’uccisione di un uomo e di una donna, il nostro Agente 47 deve esplorare anche i sotterranei della magione, intrufolarsi in un laboratorio scientifico segreto e distruggere un virus che se finito nelle mani sbagliate potrebbe causare l’estinzione dell’uomo.

Qui ci immergiamo nell’affascinante paesaggio affacciato al mare e alla ricca esplorazione della mappa di gioco di Sapienza dove la grafica è rappresentata da una linea curativa ad alta definizione molto fluida e composta ottimamente per un gioco stealth come Hitman.

EPISODIO 3: Marrakech, Marocco

 

Superato in modo brillante l’esordio “italiano” con il secondo capitolo Sapienza, è arrivata al traguardo del terzo episodio e questa volta l’Agente 47 deve sbrigare le sue faccende da sicario in Marocco e più precisamente a Marrakech, nome che è poi anche il titolo dell’episodio.

Mentre il plot della serie guadagna qualche nuova cut-scene che fatica però a destare l’interesse del giocatore, questo nuovo capitolo a sfondo africano propone una classica sfida con un doppio obiettivo. Si tratta nello specifico di Claus Strandberg, un banchiere corrotto che ha sottratto milioni di dollari dai cittadini marocchini, e di Reza Zayadan, generale dell’esercito implicato in un tentativo di colpo di stato militare.

Come già avvenuto per i due capitoli precedenti, anche in Marrakech questi due obiettivi possono essere portati a termine nell’ordine che si preferisce e naturalmente nelle modalità che più gradiamo, anche se vista l’enorme concentrazione di militari sparsi per le location del gioco l’approccio frontale in stile sparatutto risulta ancora più suicida del passato. 

 

EPISODIO 4: BANGKOK, THAILANDIA

Il viaggio dell’Agente 47 continua. Dopo aver completato impeccabilmente (o almeno speriamo) i suoi contratti in Francia, Italia e Marocco, il letale sicario dell’ICA è pronto a tornare in azione, questa volta nello sfarzo di un hotel di Bangkok. Ma, dopo quattro episodi e con due ancora davanti, l’esperienza ludica offerta da Hitman risulta ancora fresca?

Attraccato al molo di fronte ad un lussuoso albergo, 47 potrà esplorarlo in sei diversi livelli per mettersi a caccia dei suoi due bersagli: il primo è un rockettaro della scena indie, il secondo è il suo avvocato che sembra lo abbia sottratto senza problemi a un’accusa di omicidio. Come sempre, per riuscire ad avvicinarli potrete contare sui travestimenti più strampalati – passando dal cameriere allo chef, arrivando fino all’addetto alla disinfestazione, al membro della crew del cantante e al batterista fricchettone. Ogni mezzo è lecito per riuscire a porre fine alla vita dei due bersagli, preferibilmente in modo furtivo.

Sebbene le opzioni offerte dai travestimenti siano buone, lo scenario è però abbastanza punitivo: difficilmente riuscirete ad occultare il corpo di qualcuno che avete stordito senza attirare attenzioni indesiderate, oltre al fatto che la maggior parte dell’albergo rimane inaccessibile fino a quando non indosserete un abito che indichi alle guardie che potete procedere oltre. In buona sostanza, quindi, a primo impatto le scelte si riducono e vi vedono più di ogni altra cosa a caccia di un travestimento per riuscire ad intrufolarvi nei piani alti e ad esplorare pienamente la mappa.

Una volta scoperta, i diversi approcci non mancano, come da marchio di fabbrica della serie: per aiutarvi ad orientarvi, ma solo in caso lo gradiate, tornano anche le opportunità, con otto diverse piste da seguire per riuscire ad avvicinare i bersagli, possibilmente per trovarsi da soli con loro per poi decidere in che modo eliminarli e farli sparire – meglio ancora se dovesse sembrare tutto un incidente. Il level design, però, è risultato meno ispirato che in precedenza, con alcune opportunità che somigliano ad altre dei vecchi episodi e davvero pochi momenti in cui sentirete davvero di stare mettendo insieme un puzzle geniale che mieterà le vostre ignare vittime.

Lo scenario è come sempre ricchissimo di dettagli e di ambientazioni diverse, come si confà ad un albergo di lusso: potrete intrufolarvi nelle camere degli ospiti, nel bar, nelle cucine, perfino nel cortile interno riservato allo staff dove si danno da fare disinfestatori e giardinieri – sempre però sotto l’occhio rigoroso dei membri della security, che daranno parecchio filo da torcere (fino al punto di frustrarvi un po’) a qualsiasi idea creativa stiate cercando di mettere insieme. Per quanto ricco di abitanti, l’albergo è risultato meno vivo degli scenari precedenti, dove avevamo notato una maggior varietà di comportamenti degli NPC (fatte eccezione per le folle non senzienti di Parigi e Marrakesh), che con i loro movimenti e le loro attività andavano di fatto ad influenzare di continuo il contesto di gioco, evitando una certa staticità che invece a Bangkok abbiamo avvertito. In compenso, siamo stati ben felici dell’assenza di una vera e propria area militarizzata, che nell’episodio precedente occupava invece una buona parte della mappa riducendo le possibilità di approcci multipli davvero all’osso: per quanto ci siano alcuni piani ad accesso riservato, infatti, in tutti troverete dei civili intenti a svolgere le loro mansioni, e dei quali potreste prendere indisturbatamente il posto senza che la sorveglianza se ne accorga.

 

Episodio 5: Colorado, Stati uniti

Il viaggio intorno al mondo dell’Agente 47 continua: dopo aver mietuto impeccabilmente le sue vittime a Parigi, a Sapienza, Marrakech e Bangkok, il sicario più famoso dei videogiochi è pronto per gli Stati Uniti, e più precisamente per il Colorado. Qui, agendo sempre per conto dell’ICA, dovrà mettersi sulle tracce di quattro pericolosi bersagli e, perché no, cercare di svelare la cospirazione che è al centro delle vicende della nuova opera di IO Interactive.

Dopo la missione non esaltante in Marocco e quella dal level design costrittivo in Thailandia, come sono andate le cose in questa rimpatriata statunitense di 47? Ora lo scopriremo.

Nell’episodio 5: Colorado  47 si ritroverà infatti in una mappa in cui, fin dal primo istante, il territorio circostante sarà ostile: farsi vedere, equivale ad essere scoperto e ucciso. Come un novello agente segreto, dovrà quindi avanzare per la mappa in cerca di un diversivo, possibilmente di un travestimento, per riuscire a mescolarsi alle sentinelle pesantemente armate che pattugliano il frutteto. L’area, infatti, è stata adibita a campo da guerra da una milizia di cui non vi anticipiamo i dettagli, che la sfrutta per addestrarsi. Inutile dire che qualsiasi intruso non sia affatto gradito e verrà eliminato con la forza.

Quello che IO Interactive aveva annunciato come “l’episodio più difficile della stagione” vi offre quindi un attacco senza troppi fronzoli, dove sarete costretti a dare il meglio di voi stessi per sopravvivere. Se, da un lato, la cosa rappresenta un contro, perché Hitman risulta sempre più geniale e godibile quando si è in ambienti popolati da persone che non sono lì a caccia di intrusi, dall’altro apprezziamo il fatto che gli sviluppatori abbiano deciso di proporre un’atmosfera ed una sfida dal sapore completamente diverso, perché dopo i viaggi non brillanti a Marrakesh e Bangkok cominciava a sentirsene la necessità.

Lo scenario del Colorado propone un ottimo livello di sfida, vista l’area strettamente sorvegliata che vi costringerà ad impegnarmi di tattiche di avanzamento fin dai primi passi. Oltretutto, la presenza dei quattro obiettivi esclude totalmente un approccio frettoloso, dal momento che uccidere in modo maldestro uno renderebbe molto più complicato il percorso verso gli altri. Rispetto alle recenti uscite del gioco, l’episodio presenta un level design più ispirato, meno confusionario nonostante la grandezza dello scenario posto su quattro livelli. Nella stragrande maggioranza delle aree, c’è qualcosa da scoprire, con cui interagire o qualcuno da eludere. L’idea degli sviluppatori è stata sicuramente quella di chiedere al giocatore di mettere in pratica tutto ciò che ha appreso fino ad ora, ed è stata ben realizzata.

I tentativi di approccio con i bersagli propongono alcune opzioni interessanti, soprattutto se proverete ad ingegnarvi senza badare alle opportunità. Lo scenario offre comunque delle possibilità interessanti citandone solo alcune: una fossa di liquami che ingoia ciò che ci gettate dentro, un’imballatrice di fieno abbastanza grande da contenere una persona e un ascensore per auto installato nell’officina del frutteto. Sta a 47, e quindi a noi, decidere come servirsi di quanto proposto dal livello, che risulta quindi ampiamente rigiocabile per scoprirne tutti i segreti e gli anfratti.

Alla missione della campagna si affianca anche un nuovo contratto escalation, a sua volta parecchio complicato: al livello di difficoltà più basso, per capirci, vi verrà richiesto di uccidere il vostro bersaglio con un’esplosione o con l’imballatrice. Farlo avvicinare all’imballatrice, però, sarà parecchio ostico, ed un’esplosione farebbe scattare l’allerta, con tutti i grattacapi del caso. Aggiungiamoci pure che, dal terzo livello di difficoltà in poi, un odioso soldato armato fino ai denti sembra seguire ogni vostra mossa.

 

Episodio 6: Hokkaido, Giappone

Era l’11 marzo scorso quando Hitman faceva il suo debutto con il primo episodio, con la missione parigina che ci avrebbe svelato la nuova filosofia a episodi della saga dell’Agente 47. Col passare dei mesi, IO Interactive ha mantenuto la sua promessa di far arrivare più o meno puntualmente sempre nuovi capitoli e, passando per l’Italia, per il Marocco, per la Thailandia e gli Stati Uniti, ci ritroviamo finalmente alla resa dei conti. Lo scenario, che fa il suo ritorno nella serie dopo essere rimasto piacevolmente nei nostri ricordi in Hitman 2: Silent Assassin, è tra i più suggestivi: le vette del Giappone.

Al lancio dell’episodio 5, ambientato in Colorado, gli sviluppatori vollero sottolineare più volte che si sarebbe trattato di quello più difficile della stagione, visto il numero di bersagli e il livello di sorveglianza.

L’episodio 6: Hokkaido vi darà ancora più filo da torcere, pretendendo da voi – dopo l’esperienza maturata da marzo a oggi – la messa in mostra tutto il meglio che avete imparato. Vi muoverete quindi in uno scenario civile, ma ad altissimo livello di sicurezza, intenti ad infiltrarvi nelle aree più intestine di una clinica di lusso nella già citata Hokkaido, dove non sembra che le cose si svolgano esattamente a norma di legge. Non che sia un problema di 47, comunque: il nostro infallibile sicario dovrà trovare i suoi due bersagli ed architettare il modo migliore per toglierli di mezzo, meglio ancora se riuscirà a farlo sembrare un incidente. Attenzione, però, perché l’intera clinica hi-tech è dotato di porte di sicurezza gestite da un’IA, il che significa che non c’è modo di forzare le porte in modo tradizionale. Se volete abbandonare le sole aree destinati ai pazienti, starà a voi trovare il modo di farlo, ricordando che non c’è modo di portare con sé corda di fibra, grimaldello e quant’altro.

Già da questa breve premessa, appare abbastanza chiaro che Episodio 6: Hokkaido sia uno degli episodi più ispirati di Hitman, insieme all’apprezzatissimo Episodio 2: Sapienza. Il design del livello è ottimo e ricchissimo di possibilità che aspettano solo di essere notate, al punto che scoprirete sicuramente elementi, dettagli e stanze di cui non vi eravate accorti prima. Proprio grazie al level design, il piacere di riuscire a mettere insieme i pezzi per eliminare il proprio target è notevole, al punto che il replay value sale alle stelle e vi verrà a tutti gli effetti voglia di provare approcci diversi, anche solo per completare tutte le diverse sfide proposte dagli sviluppatori. Se preferite invece essere guidati, segnaliamo che gli autori hanno proposto sette diverse opportunità per eliminare i due bersagli, seguendo le quali potrete esplorare ulteriormente il nuovo scenario.

Oltre a lasciarsi giocare con piacere, Episodio 6: Hokkaido si rivela anche una goduria per gli occhi: l’immaginazione degli artisti di IO Interactive è riuscita a dare vita a scenari mozzafiato, con il Giappone che si staglia sottole vette innevate su cui giganteggia la clinica. La stessa struttura vanta un look di rara raffinatezza e l’attenzione per i dettagli è stata lodevole: si va da nighiri, uramaki e futomaki fedelmente riprodotti nel vassoio del ristorante, fino ai WC inconfondibilmente nipponici con musichetta e pompette dell’acqua per l’igiene dell’utilizzatore. Niente, insomma, è stato lasciato al caso, al punto che gli scrittori, trovandosi di fronte ad intrecci che coinvolgono la Yakuza, si sono anche divertiti a far recitare a qualche NPC delle battute che tirano in ballo Sleeping Dogs, sempre targato Square Enix. Era esattamente questo il livello di dettaglio che ci aspettavamo dal season finale e possiamo dirci sicuramente soddisfatti.

Oltre ad essere ben sfruttata per la complessa missione relativa alla campagna, la mappa della clinica protagonista dell’Episodio 6 si presta in maniera eccellente alla creazione dei contratti da parte degli utenti, che stanno già fioccando e che vi forniranno ulteriore filo da torcere. Insieme alla missione principale, poi, debutta anche la nuova missione escalation, davvero più difficile che mai: quest’ultima, che nel primo livello vi chiede di eliminare il direttore della clinica (che si rivelerà già di per sé un obiettivo folle) risulta estremamente impegnativa già a livello 2, a causa delle protezioni e dei controlli di sicurezza. Diciamo pure che, se non avete soddisfatto sufficienti sfide quando avete giocato la missione della campagna, pensare di completare il contratto Escalation partendo disarmati e vestiti da pazienti nella vostra camera è praticamente una scalata verticale. Aumentando il proprio livello di professionalità portando a termine le sfide, invece (ad esempio, elimina un target con un colpo alla testa, esci dalla missione da questo punto, ruba questo travestimento e così via), avrete molte più possibilità di elaborare il vostro piano ancora prima di mettervi sulle tracce del direttore, magari cominciando con un travestimento che vi consente di accedere ai livelli di sicurezza più alti e, perché no, portando con voi una piccola pistola che non viene rilevata nelle perquisizioni.

Va da sé, insomma, che con il design del livello di Episodio 6: Hokkaido, gli sviluppatori di IO Interactive siano riusciti ad offrire un ulteriore fiore all’occhiello per il loro Hitman

Sono pochi coloro che, dalle origini ad oggi, si precipitano ad acquistare un episodio della serie Hitman per godersi la sua scrittura. La trama a volte è risultata quasi un pretesto per far spostare 47 di qua e di là a completare i suoi contratti, anche se gli sceneggiatori si sono mostrati in grado di realizzare qualche momento memorabile (l’amicizia con il sacerdote in Hitman 2 era ben scritta, mentre il colpo di scena finale di Blood Money non ha bisogno di presentazione). Dopo l’Agente 47 forse poco dell’agente 47 che abbiamo scoperto in Absolution, quindi, il nuovo Hitman ad episodi si proponeva di trovare un approccio nuovo, simile a quello di una serie TV, in cui gli eventi sarebbero stati svelati volta per volta, scenario dopo scenario. Il risultato, affiancato da una regia gradevole, è quello di una scrittura sicuramente ambiziosa, ma che si accontenta di essere solo e soltanto una cosa: un prologo. Se pensavate di trovarvi davanti ad una storia avvincente ed autoconcludente, insomma, sappiate che la Stagione 1 di Hitman non è altri che il prologo della trilogia di season che il team di Copenaghen sta preparando – motivo per cui, piuttosto che con qualche spiegazione, verrete lasciati, abbandonata Hokkaido, con nuovi dubbi. L’arco narrativo di Hitman non finisce con la prima stagione perché la IO interective sta lavorando sui sequel portando anche una seconda e una terza stagione e per questo che i fan sono in attesa di continuare la loro avventura videoludica con 47 non verranno lasciati con l’amaro in bocca. Vi ricordo che la prima stagione di Hitman è uscita per Pc, xboxne e Playstation4 in versione fisica con una steelbook ricca di contenuti e completa di tutti e sei gli episodi. Quindi chi non è amante delle versioni digitale potrà adesso acquistare la versione fisica. E’ consigliabile giocare a questo titolo di Hitman perché non c’è nessun titolo così accurato sia per gameplay che per comparto grafico, merita un voto di 9/10

COSIMO MAJOLI

 

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