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DARK CLOUD

di il 17 marzo 2017
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Dark Cloud è un action rpg del 2000 uscito originariamente su PS2 (da fine 2015 è possibile trovarlo anche sullo store di PS4, con tutti i (lievi) miglioramenti grafici che ne conseguono, più l’aggiunta dei trofei),  pubblicato da Sony Computer Entertainment e realizzato dai ragazzi di Level-5, ovvero gli stessi geniali autori di titoli come Ni No Kuni (QUANDO ESCE IL SEGUITO?! _bava alla bocca mod on_), Inazuma Eleven, Professor Layton e molti altri. In Dark Cloud (primo titolo che la sottoscritta ha avuto a disposizione per la suo nuova efiammante Play2 ai tempi) il giocatore impersona Toan, giovane ragazzo di campagna (muto, non spiccica una parola durante tutto il viaggio xD) che si trova ad affrontare una minaccia spaventosa venuta dal passato: il Genio Oscuro.

Nel villaggio di Nolun è in corso una festa durante una bella serata, con falò e balletti, ma purtroppo non esiste gdr senza magagne o distruzioni di sorta: il Genio Oscuro, risvegliato dal suo sonno centenario tramite un rituale dall’immancabile cattivone convinto di essere chissà chi (e che farà una brutta fine, già ve lo dico), appare improvvisamente dal cielo e semina distruzione lasciando terra bruciata e poco più.

Alla devastazione sopravvive Toan grazie all’intervento del Re degli Spiriti che gli svela di aver in realtà salvato gli altri abitanti del villaggio (e anche i loro complementi di arredo xD) rinchiudendoli in sfere magiche (atla) all’interno del dungeon lì vicino; a Toan viene quindi affidata l’Atlamillia, una pietra in grado di dischiudere le suddette sfere assorbendone il contenuto e riportare al suo splendore prima Nolun e poi tutte le altre città “visitate” dal Genio Oscuro (che evidentemente è cliente fisso Emozione3 e Wonderbox xD). 

L’azione di gioco in Dark Cloud si divide pertanto in due fasi: quella esplorativa dei dungeon dove si dovrà combattere i mostri che li popolano e raccogliere le atla, e quella del diorama durante la quale si ricostruirà allegramente e a propria totale discrezione il villaggio di turno con abitanti, animali, case e mobilia varia rinvenuti nei labirinti. I livelli dei dungeon sono creati in maniera casuale ogni volta che vi si entra e celano mostri da combattere, le atla, fonti per ripristinare l’energia (non solo si consumano pv venendo colpiti ma semplicemente camminando al nostro personaggio verrà sete se non berrà regolarmente) e piani secondari con mostri dopati ma anche con ricompense migliori nei forzieri (in particolare pietre per potenziare le armi in maniera drastica). 

Le armi meritano una menzione particolare: trovate nei forzieri o acquistate dai mercanti, sono soggette ad usura e vanno riparate con oggetti appositi salvo ritrovarsi al livello base (leggi: in mutande).  Sconfiggendo un avversario si ricevono dei punti esperienza che vengono assorbiti dall’arma equipaggiata e, una volta raccolti a sufficienza da riempire una barra che si trova sotto quella della salute, l’arma sale di livello ed è possibile potenziarla con pietre rinvenute nei labirinti che vanno ad incrementare diversi valori, tra cui efficacia contro differenti tipologie di mostri o attacchi elementali, e in alcuni casi, accrescendo determinati parametri, potrà addirittura mutare forma. La gestione delle armi è estremamente versatile, appagante e semplice da apprendere. 

La parte che personalmente però trovo più originale e divertente del titolo è quella che riguarda il diorama: una volta emersi dalle profondità dei dungeon, è una soddisfazione aprire la schermata con la visuale aerea del villaggio e iniziare a riportare in vita persone, animali, fiumi, alberi e case, posizionandoli come meglio si crede, ma sempre tenendo conto dell’opinione dei suoi abitanti: ognuno di loro ha infatti delle richieste che, se verranno soddisfatte in pieno, garantiranno oggetti speciali come ricompense. 

Il viaggio sarà lungo ed ostico ma Toan non sarà solo nella sua lotta: a lui si uniranno Xiao, un’adorabile gattina trasformata in umana, Goro, cicciotto cacciatore solitario, Ungaga, nobile guerriero del deserto, Ruby, strega/genia (?) della lampada e Osmond, scienziato dal misterioso aspetto; ben differenziati a livello di background e di equipaggiamento (Xiao può trovare una fionda parlante di nome Steve che elargirà consigli e considerazioni sui nemici per esempio), ognuno di loro sarà indispensabile durante il viaggio in quanto dotato di un’abilità necessaria a proseguire nei dungeon e quindi nella storia. 

In aggiunta a tutto questo Dark Cloud prevede anche un minigioco di pesca molto carino e ben fatto. Come traspare da queste mie righe, Dark Cloud è un titolo che mi è rimasto nel cuore e che non posso che consigliare a tutti gli amanti del genere, sempre se si è in grado di sorvolare sui limiti che derivano dal peso degli anni che ha. Per quanto mi riguarda, ho già lasciato detto che ne voglio una copia nella bara!

NICLA BUFO

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