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Ready Player One: omaggio di Spielberg agli anni ’80

di il 4 aprile 2018
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Ready Player One è il nuovo film di Steven Spielberg che immerge lo spettatore in un parco giochi virtuale.

E’ tratto dal romanzo di Ernest Cline, ricco di citazioni alla cultura pop anni ’80 a cominciare dal titolo che rimanda alla classica schermata di avvio dei primi videogiochi del XX secolo.

LA TRAMA DI READY PLAYER ONE

Siamo nel 2045 e la qualità della vita sulla terra è tragicamente peggiorata. Le persone fuggono dalla realtà immergendosi nel mondo virtuale di Oasis, creato dal visionario James Halliday. Si tratta di un universo completamente ispirato ai ruggenti anni ’80 e per giocare bastano un visore ed un paio di guanti aptici.

La notizia della morte di Halliday porta con se un’ultima stimolante sfida: una caccia al tesoro che vale miliardi di dollari. Chi risolverà tre enigmi legati alla cultura Nerd, si aggiudicherà l’intero patrimonio di Halliday ed il controllo totale della piattaforma virtuale.

Di fronte ad un premio così ricco, l’adolescente Wade raccoglie la sfida. Proverà ad aggiudicarsi il premio attraverso l’avatar Parzival fronteggiando gli affaristi di una potente multinazionale e altri nemici senza scrupoli.

Per sua fortuna Wade sarà affiancato da due bravi ragazzi. Aech, il suo migliore amico nonché mago della tecnologia e Art3mis, una ragazza dai capelli rosa estremamente determinata. Tra sfide automobilistiche e nemici del calibro di King Kong, Wade giocherà le sue carte in una sequenza di battaglie epiche.

Ready Player One

L’EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA MODERNA

Ready Player One è una credibile evoluzione degli attuali MMORPG ed e-sports. Spielberg celebra questa nuova tecnologia liberandosi dagli impedimenti fisici della macchina da presa attraverso la Performance Capture, già sperimentata nel “Grande Gigante Gentile”.

Lo fa da grande professionista ma non da appassionato di videogiochi. Offre così agli spettatori la visione che i non addetti ai lavori hanno dei videogames: un terremoto sensoriale e spacca cervello.

Ma il coraggio professionale di Spieglberg rende chiara la morale di Ready Player One. Mai commettere l’errore di sostituire il virtuale al reale. E’ soltanto grazie alle esperienze e alle scoperte della vita reale che il virtuale trova la sua massima fonte di ispirazione.

ANDREA CUCCI

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